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21 luglio Nuovo Cinema Paradiso (1988)
L'altro giorno mia mamma è tornata a casa tutta contenta con un DVD del Blockbuster dicendo "così per una volta in questa casa si vedranno film decenti!".
"Sì certo sarà un film di Totò!" ho pensato, e in effetti le premesse erano quelle: cittadina semideserta del sud, pescatori, prete bacchettone, bimbo rompipalle...
Però il titolo suonava stranamente bene...Nuovo Cinema Paradiso...poi dell' 88, il mio anno di nascita...diamogli una chance, và!
Insomma, alla fine si è rivelato essere il film più bello che ho mai visto! Con quei paesaggi silenziosi e senza tempo, quei personaggi semplici e insieme problematici, vite umili che si intracciano col grande sogno di un bambino (Salvatore, detto Totò) che vuole fare il proiezionista e con i problemi e le preoccupazioni di un uomo (Alfredo, interpretato dal bravissimo Philippe Noiret) che proiezionista lo è già ma che sente su di se' tutto il peso della sua scelta, e della responsabilità di renderne cosciente anche il piccolo Totò. Il bimbo, infatti, pur sotto severa proibizione della madre, e disaccordo dello stesso Alfredo, continua assiduamente a frequentare la sala proiezioni del Cinema Paradiso, a stuzzicare Alfredo e rubare i pezzi di pellicola che il prete faceva tagliare perchè "pornografiche".
La svolta della vita del piccolo avviene agli Esami di Licenza Elementare, ai quali si presenta anche Alfredo il quale, avendo cominciato a lavorare nel cinematografo già all'età di 10 anni non era mai riuscito a terminare gli studi, e che in cambio della soluzione del problema di matemantica permette a Totò di stare con lui durante le proiezioni. Adesso arriva la parte più brutta...da qui in poi non ho fatto altro che piangere come una fontana! Devo raccontarvela tutta perchè se no non capite...se qualcuno vuole vedere il film e odia quelli che lo raccontano tutto per filo e per segno INTERROMPA SUBITO LA LETTURA! (se già non l'aveva interrotta prima! ;) ).
Una sera, finite le proiezioni, il pubblico si raduna fuori dal cinema protestando perchè voleva vedere un altro film. Dall'alto della sala proiezioni, Alfredo e Totò guardano la scena e ad un tratto Alfredo guarda il bambino sorridendo: "che dici gliene facciamo vedere un altro?". Il bimbo spalanca la sua bocca in un sorriso entusiasta e l'uomo comincia a girare il proiettore puntandolo fuori nella piazza e facendo cadere l'immagine sulla facciata della casa di fronte. Tutta la gente corre a cercare il posto migliore gridando "grazie Alfredo!" e Totò si precipita in piazza ad assistere allo spettacolo. Così Alfredo rimane solo a guardare con un sorriso malinconico tutta quella gente e a me è tornato in mente il discorso che aveva fatto a Totò per convincerlo a non venire più al cinematografo...quando gli aveva detto che lui per seguire questo suo sogno aveva perso tutto e ora si chiedeva spesso se ne era valsa la pena. Insomma stare in una sala stretta e buia tutto il giorno a guardare un film 100 volte mentre vedi sotto di te passare tanta gente sempre diversa e la vita fuori che scorre come una pellicola e lui dentro a guardarla. Ora però quel sorriso sembrava dire "sì ne è valsa la pena, solo per questo momento!".
Ma improvvisamente nell'immagine comincia a formarsi un buco nero, che si allarga sempre di più, coi bordi rossi e irregolari, come se la pellicola stesse bruciando! Alfredo si precipita a cercare di isolare la pellicola bruciata mentre dalla piazza vengono fischi e proteste...ma la fiamma risale velocemente lungo la bobina e raggiunge la scatola di latta dove è contenuto il film. Scoppia un'enorme vampata e dalla finestra esce un denso fumo nero e la luce intermittente delle fiamme. La gente va in panico e corre via e in quella ressa si vede un bambino che corre controcorrente, spinge, passa sotto le gambe, cade più volte e alla fine riesce ad arrivare alla saletta dove Alfredo giace a terra, si butta addosso una coperta che lo copre completamente e strisciando trascina fuori per un piede il corpo dell'amico, gridando il suo nome. Questa scena mi ha veramente commossa anche perchè Philippe Noiret mi fa pensare a mio papà e mi ci sono un po' immedesimata e il pensiero che fosse morto mi disperava! Alfredo però sopravvive all'incendio ma l'incidente lo lascierà cieco tutta la vita. Totò però da quel momento non lo lascerà mai e alla riapertura del Nuovo Cinema Paradiso diventerà il nuovo proiezionista, sempre affiancato da Alfredo. Alla fine arriva per Totò (ormai cresciuto) il momento di costruirsi la sua vita e Alfredo lo convince ad andarsene dal paese (Giancaldo) e non tornare più (altra parte che mi ha fatto piangere un casino!). Salvatore cresce, diventa proprietario di un grande cinema a Roma e si dimentica di Giancaldo e di Alfredo fino a che non lo raggiunge la notizia della sua morte (e questa scena è nella prima parte del film), e ritorna al suo paese dove celebrano il funerale e demoliscono il vecchio cinema. Il tempo a Giancaldo sembra essersi cristallizzato a quando era piccolo, non era cambiato nulla, come in tutte le piccole realtà che possono essere così e nient'altro...Salvatore si era dimenticato di Giancaldo, sì, ma Giancaldo non lo aveva lasciato andare così facilmente, proprio come aveva detto Alfredo. Alfredo infatti non aveva fatto altro che parlare di lui, "tutto il tempo", e il suo ultimo regalo a Totò gli viene consegnato dalla moglie: una pellicola con tutte le scene dei baci tagliate dal prete, quelle scene che il piccolo Totò rubava dalla cesta degli scarti con Alfredo che lo rincorreva e gli gridava di non tornare più! Così, dopo tanti anni, Salvatore si ritrova nel suo bel cinema moderno nella grande città di Roma a piangere guardando una vecchia pellicola montata da un vechio proiezionista cieco, in un cinema cadente, nella piccola e deserta cittadina di Giancaldo...
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